La storia della Yamaha TT 600 affonda le sue radici nella metà degli anni Settanta. Nel 1975, in occasione del Salone di Tokyo, Yamaha presentò la XT500, una motocicletta destinata a rivoluzionare il mondo delle enduro stradali. Parallelamente, la casa giapponese sviluppò una versione più specialistica destinata esclusivamente al fuoristrada: la TT500. In un periodo in cui il settore off-road era dominato quasi esclusivamente dalle moto a due tempi, la TT500 rappresentò una scelta innovativa grazie al suo motore monocilindrico quattro tempi raffreddato ad aria da 499 cm³ e circa 30 CV di potenza.
La TT500 derivava direttamente dalla XT500 ma era alleggerita dall'assenza dell'impianto di illuminazione e di tutti gli elementi necessari all'omologazione stradale. Questo consentiva di ridurre il peso a circa 128 kg, rendendola più efficace nell'impiego agonistico e nei percorsi più impegnativi. La produzione proseguì fino al 1981, principalmente per il mercato statunitense.
Nel 1983 Yamaha presentò la prima vera TT600, identificata dalla sigla 36A. Il nuovo modello condivideva gran parte della meccanica con le contemporanee XT600 e Ténéré, adottando un monocilindrico quattro tempi da 595 cm³ con distribuzione monoalbero a quattro valvole, capace di erogare 45 CV e una coppia di 50 Nm. L'alimentazione era affidata a due carburatori Mikuni con sistema YDIS, mentre l'avviamento rimaneva esclusivamente a pedale.
Rispetto alla XT600, la TT600 era molto più orientata all'enduro specialistico. Le sospensioni offrivano escursioni particolarmente generose, il forcellone era in alluminio, il peso si fermava a soli 124 kg e la posizione di guida risultava alta e dominante grazie a una sella posta a 935 mm da terra. Con queste caratteristiche la TT600 si affermò rapidamente come una delle principali rivali della Honda XR600R.
Nel 1985 arrivò la versione TT600N, caratterizzata dall'introduzione del freno a disco anteriore e da numerosi aggiornamenti ciclistici. Le prestazioni erano notevoli per una monocilindrica dell'epoca: la velocità massima sfiorava i 150 km/h e l'accelerazione risultava particolarmente brillante. Due anni più tardi furono introdotte nuove grafiche, una strumentazione aggiornata e l'omologazione per il trasporto del passeggero. Nel 1989 ulteriori modifiche interessarono telaio, sospensioni, impianto frenante e motore, contribuendo a migliorare ulteriormente l'efficacia generale della moto.
Una svolta importante avvenne nel 1992 quando la produzione venne trasferita negli stabilimenti Yamaha Belgarda in Italia. Nacque così la TT600S, una motocicletta profondamente rinnovata sia nell'estetica sia nella ciclistica. Il design era completamente nuovo e più moderno, mentre la dotazione tecnica comprendeva una forcella a steli rovesciati Kayaba, un ammortizzatore Öhlins, un forcellone Deltabox in alluminio e freni a disco su entrambe le ruote. Il motore conservava la cilindrata di 595 cm³ ma offriva un'erogazione più morbida e controllabile. Tra il 1992 e il 1997 furono costruiti circa 9.000 esemplari di questa versione, oggi particolarmente apprezzata dai collezionisti.
Nel 1995 Yamaha introdusse la TT600E, una variante dotata di avviamento elettrico e orientata a un utilizzo più turistico e stradale. Le sospensioni erano meno estreme e il peso aumentava sensibilmente, ma la praticità del pulsante di avviamento conquistò molti motociclisti che utilizzavano la moto anche quotidianamente.
Un'altra importante evoluzione arrivò nel 1998 con la TT600R, completamente riprogettata e pensata per riportare il modello verso una maggiore specializzazione fuoristradistica. La moto adottava un nuovo telaio, carburatori di maggior diametro, scarico Termignoni e una componentistica di altissimo livello che comprendeva forcella Paioli e ammortizzatore Öhlins. Il carattere diventava più aggressivo e le prestazioni più brillanti, rendendo questa versione una delle più apprezzate dagli appassionati dell'enduro classico.
Nel 2003 debuttò la TT600R-E, equipaggiata con avviamento elettrico e conforme alle normative Euro 2. Pur mantenendo l'estetica della TT600R, proponeva una configurazione più accessibile, con sella più bassa, sospensioni meno estreme e una maggiore facilità di utilizzo. La potenza rimaneva superiore ai 42 CV, mentre il peso saliva a circa 153 kg.
La carriera della TT600 si concluse nel 2005. L'arrivo della nuova generazione di monocilindriche Yamaha equipaggiate con il motore 660 raffreddato a liquido e la crescente diffusione delle moderne enduro specialistiche portarono alla fine della produzione di una moto che aveva segnato quasi trent'anni di storia del fuoristrada.
Ancora oggi la Yamaha TT600 è considerata una delle monocilindriche da enduro più robuste e affidabili mai costruite. La semplicità meccanica, la solidità del motore, le eccellenti qualità fuoristradistiche e il carattere autentico delle grandi enduro degli anni Ottanta e Novanta continuano a renderla una motocicletta molto ricercata dagli appassionati e dai collezionisti di tutto il mondo.